lunedì 30 giugno 2014

ragazza al mare





BAMBINO COMUNIONE



Corpo del bambino
1) Cerchio magico -8 mb
2)1aum ogni maglia( 16mb)
3)1 aum 1mb per tutto il giro (24)
4)1 aum2mb per tutto il giro(32)
5)lavorare  2 catenelle e 31maglie alte  a costa posteriore  solo per questo giro(32)
6-11)2 catenelle 31 maglia alta(32)
7)2 cat,31 m.a (32)
12)2 cat 1 diminuzione 2 m.a  per tutto il giro (24)
13)2 cat 23 m.a (24)
14)1 diminuzione 1 m.a per tutto il giro(16)
15)1 diminuzione per ogni punto(8) affrancare il filo e finire di imbottire

Inserire al centro dell’ imbottitura un filo di ferro  (verticale che parte dalla base ) che dovrebbe collegare la testa con il corpo
A questo punto inserire in orizzontale un filo di rame che dovrebbe sorreggere le  braccia
 Testa del bambino (color pelle)
Cerchio magico
1) 8mb
2) 1 aum . per ogni maglia (16 )
3) 1 aum ,1 mb  x tuttoo il giro(24)
4)1 aum  2 mb x tutto il giro (32)
5)32 mb
6)32 mb
7 32 mb
8)32 mb
9)32mb
10)32 mb
11)1 diminuzione 2 mb per tutto il giro , a questo punto imbottire( 24)
12 )1 diminuzione 1 mb per tutto il giro(16)
13 )1 diminuzione per ogni punto(8)
A questo punto ricamare i capelli .fare occhi e bocca (la testa viene assemblata )dopo aver infilato la tunica alla struttura del corpo

Braccia per 2 color pelle
Cerchio magico
1)8 maglie basse
2- 4)8mb 4 maglie altissime chiuse assieme
 5-16)8  mb chiudere e lasciare un po di filo per l’assemblaggio (imbottire un po la manina)

Per la tunica (color bianco)
Cerchio magico
1.    24 mb
2.    1 aum 3 mb per tutto il giro (30)
3.    30 mb per tutto il giro
4.    1 aum  2mb per tutto il giro( 40)
5.    40 mb
6.    1 aumento 2mb per tutto il giro (52)
7.    1 aum 2mb per tutto il giro ­(68)
8.    1 aum 2 mb per tutto il giro (92)
9.    A questo punto  saltare 20 punti base e lavorarne 26 saltare ancora 20 punti base e lavorare i restanti 26 in tutto risultano 52 m.b(avremmo cosi creato il giro manica
10.          Da 10° al 30° giro fare  52 maglie basse (comunque allungare i giri a misura  desiderata)fermare il filo
11.           Collegarsi alla parte inferiore del giromanica e lavorare  20 mb
12- 19) 20 mb, fermare il filo
Ora lavorare allo stesso modo l’ altra manica
Terminato il lavoro stirare la tunica creando la classica piega sul d’avanti ma anche sul dietro  (se occorre cucire nell’ interno la piega con un filo invisibile in modo che la piega rimane fissa
Assemblare il tutto  e infilare la tunica in fine cucire la testa
Ora bisogna annodare la corda del saio e addobbare il bambino con una piccola croce (io l’ ho presa dagli orecchini dismessi di mia figlia. ci si potrebbe mettere tra le mani un giglio oppure un calice dorato con l’Ostia oppure un piccolo Vangelo

                                            Minonni Silvana






SANT ANTONIO



S.Antonio
COLORE MARRONE (vestito talare)
1)29 CATENELLE CHIUSE IN CERCHIO
2)28 mb
3)(1 aum2mb)finire con 1 aum (38)
4)1 aum 2mb (52)
5)1 aum 2 mb(68)
6)68 mb( 68)
7)1 aum,2mb( 94)
8)90 mb (94)
9)1 aum,2 mb (126)
10)126 mb
11)1126 mb
12)126 mb
14) piegare il lavoro formando un semicerchio e infilare l’ uncinetto non lavorando 25 punti lavorarne38mb non lavorare 25 maglie
basse lavorare 38maglie abbiamo cosi formato il giro manica di entrambe le braccia quindi avremmo fatto 76 mb in tutto
15) 76 mb
16)5 mb,1 aum –(87)
17 (87)
18 (87)
19 )87 più 4 AUM sparsi) 91
(20-57) 91mb
Comunque fare tanti giri per la lunghezza desiderata.fermare e tagiare il filo
ora collegarsi alla parte inferiore del giro manica e lavorare intorno giri da 25/26 mb
io ho fatto 18 giri creandomi la manica
MANTELLINA CON CAPPUCCIO MARRONE
31 catenelle
1)30 mb
2)1 aum ,3 mb (38 )
3)1 aum 3 mb finire con 1 aum 1 mb(48)
4 )48 mb
5)1 aum 3 mb (60)
6)60 mb
7)1 aum 3 mb finire con 1 aum 2 mb (75)
8)75
9 )1 aum ,3 mb finire con 1 aum 2 mb----(94)
10)94 mb
11)1 aum 3 mb fino alla fine lavorare2 mb come si presentano(117)
12)117
13)117
(Fare altri giri dipende dalla misura che si vuole ottenere) sopratutto se vuoi fare il risvolto. chiudere e tagliare il filo
Piegare il lavoro ottenendo un semicerchio e puntare l’ uncinetto dal giro iniziale dove risultano 30 mb:
1) 1giro da 30 maglie basse ,
2)( 1 aum4 mbfino alla fine (36)
piegare in semicerchio
piu o meno a metà del lavoro iniziale, facendo 25 catenelle e fissarle all’ altra stremità del semicerchio perche andiamo a fare il
cappuccio
3)Girare il lavoro e lavorare le catenelle facendo 25 mb continuando a lavorare in tondo le altre della meta mantellina ossia alte 15
quindi in tutto (40)
4)40 mb
5)40 mb
6)1 dm 3 mb ----(33)
7)33 mb
8)1 dim 3 mb (24)
9)24mb
10)24 mb
11)24mb
12)24mb
13)24mb
14)24mb
17 )meno 2 diminuzioni (22)mb
18)meno 2 dim (20)mb
19)20 mb
20)1diminuzione( 18)mb
21)2 diminuzioni (16)
22)2diminuzioni (14) tagliare il filo e completare il cappuccio lavorando 2 giri dalla parte d’ avanti tra capuccio e mantellina alla
base del viso (aiutarsi dalla fotografia del santino )




LADY






venerdì 23 maggio 2014

lunedì 12 maggio 2014

COMUNIONE DI GIORGIO







AUGURI DI CUORE AL PICCOLO (GRANDE)GIORGIO MURDACA E LA SUA FAMIGLIA
  PER LA SUA COMUNIONE

sabato 10 maggio 2014

LA MADONNA DELLA STELLA









SAN PIETRO APOSTOLO



San Pietro è l’apostolo investito della dignità di primo papa da Gesù Cristo stesso: “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”. Pur non essendo stato il primo a portare la fede a Roma, ne divenne insieme a s. Paolo, fondatore della Roma cristiana, stabilizzando e coordinando la prima Comunità, confermandola nella Fede e testimoniando con il martirio la sua fedeltà a Cristo.
Nacque a Bethsaida in Galilea, pescatore sul lago di Tiberiade, insieme al fratello Andrea, il suo nome era Simone, che in ebraico significava “Dio ha ascoltato”; sposato e forse vedovo perché nel Vangelo è citata solo la suocera, mentre nei Vangeli apocrifi è riportato che aveva una figlia, la leggendaria santa Petronilla; il fratello Andrea, dopo aver ascoltato l’esclamazione di Giovanni Battista: ”Ecco l’Agnello di Dio!” indicando Gesù, si era recato a conoscerlo ed ascoltarlo e convintosi, disse poi a Simone “Abbiamo trovato il Messia!” e lo condusse con sé da Gesù.
Pietro fu chiamato da Cristo a seguirlo dicendogli “Tu sei Simone il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa = Pietro (che in latino è tradotto Petrus); in seguito dopo la pesca miracolosa, avrà la promessa da Cristo che diventerà pescatore di anime.
Fu tra i più intraprendenti e certamente il più impulsivo degli Apostoli, per cui ne divenne il portavoce e capo riconosciuto, con la celebre promessa del primato: “E io ti dico che sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.
Ciò nonostante anche lui fu preso da grande timore durante l’arresto e il supplizio di Gesù, e lo rinnegò tre volte. Ma si pentì subito di ciò e pianse lagrime amare di rimorso; egli non è un’asceta, un diplomatico, anzi è uno che afferma drasticamente le cose e le dice, protesta come quando il Maestro preannuncia la sua imminente morte, Pietro pensa e poi afferma: “Il Maestro deve morire? Assurdo!”, come altrettanto decisamente si rifiuta di farsi lavare i piedi da Gesù, durante l’ultima cena, ma in questa ed altre occasioni riceve i rimproveri del Maestro ed egli pur non comprendendo, accetta sempre, perché sapeva od aveva intuito di trovarsi davanti alla Verità.
È un uomo semplice, schietto, diremmo sanguigno, agisce d’impeto come quando cerca con la spada, di opporsi alla cattura di Gesù, che ancora una volta lo riprende per queste sue reazioni di essere umano, non ancora conscio, del grande evento della Redenzione e quindi, privato delle sue forze solo umane, non gli resta altro che fuggire ed assistere impotente ed angosciato agli episodi della Passione di Cristo.
Dopo la crocifissione e la Resurrezione, Pietro ormai convinto della missione salvifica del suo Maestro, riprende coraggio e torna quindi a radunare gli altri Apostoli e discepoli dispersi, infondendo coraggio a tutti, fino alla riunione nel Cenacolo cui partecipa anche Maria.
Lì ricevettero lo Spirito Santo, ebbero così la forza di affrontare i nemici del nascente cristianesimo e con il miracolo della comprensione delle lingue, uscirono a predicare le Verità della nuova Fede.
Gli Apostoli nell’ardore di propagare il Cristianesimo a tutte le genti, non solo agli israeliti, dopo 12 anni trascorsi a Gerusalemme, si sparsero per il mondo conosciuto di allora.
Pietro ebbe il dono di operare miracoli, alla porta del tempio guarì un povero storpio, suscitando entusiasmo tra il popolo e preoccupazione nel Sinedrio. Anania e Zaffira caddero ai suoi piedi stecchiti, per aver mentito e Simon Mago che voleva con i suoi soldi comprare da lui il potere di fare miracoli, subì parole durissime e cadendo rovinosamente, in un tentativo di operarli da solo.
Risuscitò Tabita a Giaffa per la gioia di quella comunità fuori Gerusalemme. Ammise al battesimo il centurione romano Cornelio e la sua famiglia, stabilendo così che cristiani potevano essere anche i pagani e chi non era circonciso, come fino allora prescriveva la legge ebraica di Mosè.
Subì il carcere e miracolosamente liberato, lasciò Gerusalemme, dove la vita era diventata molto rischiosa a causa della persecuzione di Erode Antipa, intraprese vari viaggi, poi nell’anno 42 dell’era cristiana dopo essere stato ad Antiochia, giunse in Italia proseguendo fino a Roma ‘caput mundi’, centro dell’immenso Impero Romano, ne fu vescovo e primo papa per 25 anni, anche se interrotti da qualche viaggio apostolico.
A causa dell’incendio di Roma dell’anno 644, di cui furono incolpati i cristiani, avvenne la prima persecuzione voluta da Nerone; fra le migliaia e migliaia di vittime vi fu anche Pietro il quale finì nel carcere Mamertino e nel 67 (alcuni studiosi dicono nel 64), fu crocifisso sul colle Vaticano nel circo Neroniano, la tradizione antichissima fa risalire allo storico cristiano Origene, la prima notizia che Pietro fu crocifisso per sua volontà, con la testa in giù; nello stesso anno s. Paolo veniva decollato sempre a Roma ma fuori le mura.
Il corpo di Pietro venne sepolto a destra della via Cornelia, dove fu poi innalzata la Basilica Costantiniana.
La grandezza di Pietro consiste principalmente nella dignità di cui fu rivestito e che trascendendo la sua persona, si perpetua nell’istituzione del papato. Primo papa, Vicario di Cristo, capo visibile della Chiesa, egli è il capolista di una gerarchia che da venti secoli si avvicenda nella guida dei fedeli credenti.
L’umile pescatore di Bethsaida, si trovò a guidare la nascente Chiesa, in un periodo cruciale per l’affermazione nel mondo pagano dei principi del Cristianesimo; istituì il primo ordinamento ecclesiastico e la recita del ‘Pater noster’.
Indisse il 1° Concilio di Gerusalemme, fu ispiratore del Vangelo di Marco, autore di due lettere apostoliche nonostante la sua scarsa cultura, nominò apostolo il discepolo Mattia al posto del suicida Giuda Iscariota.
Il primo simbolo che caratterizza la figura di Pietro e dei suoi successori è la ‘Cattedra’, segno della potestà di insegnare, confermare, guidare e governare il popolo cristiano, la ‘cattedra’ è inserita nel grande capolavoro della “Gloria” del Bernini, che sovrasta l’altare maggiore in fondo alla Basilica Vaticana, a sua volta sovrastata dall’allegoria della colomba, raffigurante lo Spirito Santo che l’assiste e lo guida.
Il secondo simbolo, il più diffuso, è lo stemma pontificio, comprendente una tiara, copricapo esclusivo del papa con le chiavi incrociate. La tiara porta tre corone sovrapposte, quale simbolo dell’immensa potestà del pontefice (nel pontificale romano del 1596, la tiara o triregno, stava ad indicare il papa come padre dei principi e dei re, rettore del mondo cattolico e Vicario di Cristo). Questo simbolo perpetuato e arricchito nei secoli da artisti insigni, nelle loro opere di pittura, scultura, araldica, raffiguranti i vari papi, oggi non è più usata e nelle cerimonie d’incoronazione è stata sostituita dalla mitria vescovile.
Questo ad indicare che il papa più che essere al disopra di tutti regnanti, è invece vescovo tra i vescovi e che il suo primato è tale perché vescovo di Roma, a cui la tradizione apostolica millenaria aveva affidato tale compito. Le chiavi simboleggiano la potestà di aprire e chiudere il regno dei cieli, come detto da Gesù a Pietro.
Per tutti i secoli successivi, s. Pietro, rimase fino al 1846 il papa che aveva governato più a lungo di tutti con i suoi 25 anni, poi venne Pio IX con i suoi 32 anni di governo; ma, recentemente, il pontefice Giovanni Paolo II ha raggiunto anch’egli il quarto di secolo come s. Pietro.
Nessun successore per rispetto, ha voluto chiamarsi Pietro. Nella Basilica Vaticana, nella cripta sotto il maestoso altare con il baldacchino del Bernini, detto della ‘Confessione’, vi sono le reliquie di s. Pietro, venute alla luce durante i lavori di restauro e consolidamento archeologico, fatti eseguire da papa Pio XII negli anni ’50.
Sulla destra dell’immensa navata centrale, vi è la statua bronzea, opera attribuita ad Arnolfo di Cambio, raffigurante l’Apostolo assiso in cattedra, essa si trovava originariamente nel mausoleo che all’inizio del V secolo l’imperatore Onorio, volle costruire sul lato sinistro della basilica, per stare accanto alla tomba del martire; durante le cerimonie pontificie essa viene rivestita con i paramenti papali.
Sporgente dal basamento vi è il piede, ormai consumato dallo strofinio delle mani e dal tradizionale bacio di milioni di fedeli e pellegrini, alternatosi nei secoli e provenienti da tutte le Nazioni.
La festa, o più esattamente la solennità, dei ss. Pietro e Paolo al 29 giugno, è una delle più antiche e più solenni dell’anno liturgico. Essa venne inserita nel messale ben prima della festa del Natale e vi era già nel secolo IV l’usanza di celebrare in questo giorno tre S. Messe: la prima nella basilica di S. Pietro in Vaticano, la seconda a S. Paolo fuori le mura e la terza nelle catacombe di S. Sebastiano, dove le reliquie dei due apostoli dovettero essere nascoste per qualche tempo, per sottrarle alle profanazioni barbariche.
Il giorno 29 giugno sembrerebbe essere la ‘cristianizzazione’ di una ricorrenza pagana, che esaltava le figure di Romolo e Remo, i due mitici fondatori di Roma, come i due apostoli Pietro e Paolo sono considerati i fondatori della Roma cristiana.